1. La provenienza dei fondi riguarda il denaro specifico usato per la CBI
Un saldo bancario dimostra che il denaro esiste, non da dove proviene. La verifica della provenienza dei fondi segue l’importo specifico utilizzato per il contributo o l’investimento dalla sua origine lecita fino al conto, e poi al canale di pagamento approvato dal programma.
2. Stipendio e risparmi
Per i lavoratori dipendenti, contratti di lavoro, buste paga, dichiarazioni fiscali ed estratti conto possono mostrare l’accumulo nel tempo. Un grande accredito improvviso poco prima della domanda richiede una spiegazione propria. I risparmi di lungo periodo sono più facili da documentare quando lo storico delle operazioni è visibile anziché ricostruito all’ultimo momento.
3. Reddito d’impresa e dividendi
Gli imprenditori possono dover presentare documenti di registrazione societaria, registri degli azionisti, bilanci certificati, dichiarazioni fiscali, delibere sui dividendi e prove bancarie. L’obiettivo è collegare gli utili societari legalmente disponibili al richiedente con i fondi personali utilizzati per la CBI.
4. Vendita di un’azienda o di un immobile
Una vendita può creare una catena chiara della provenienza dei fondi se il richiedente presenta lo storico della proprietà, il contratto di vendita firmato, i documenti di regolamento o di perfezionamento della compravendita, le prove fiscali ove pertinenti e l’accredito bancario. Le autorità possono anche chiedere da dove provenisse il denaro utilizzato in origine per acquistare il bene.
5. Eredità e donazioni
Un’eredità può essere documentata con provvedimenti successori, atti dell’eredità e trasferimenti bancari. Le donazioni richiedono prove della provenienza lecita dei fondi del donante e del rapporto con il richiedente. Una donazione non elimina la necessità di spiegare come il donante abbia acquisito il denaro.
6. Prestiti e finanziamenti di terzi
Alcuni programmi o percorsi basati su attivi limitano i finanziamenti oppure richiedono che il capitale idoneo sia realmente a rischio per il richiedente. Grenada, per esempio, è intervenuta pubblicamente contro finanziamenti illegali da parte del proprietario e sconti nei progetti approvati. Prima di ricorrere a un prestito, conferma che la struttura di finanziamento sia consentita.
7. Le operazioni in criptovalute richiedono anche una storia in valuta fiat
Un percorso che accetta Bitcoin o USDT non elimina i controlli antiriciclaggio. I richiedenti devono aspettarsi di documentare conti presso exchange, proprietà dei wallet, storico delle transazioni e la legittima attività in valuta fiat o d’impresa che ha generato i criptoasset. La trasparenza della blockchain può aggiungere prove, non ridurle.
8. Costruisci la catena probatoria prima di trasferire il denaro
Mappa il denaro dall’origine alla destinazione: evento che genera i fondi, documento fiscale o contabile, conto ricevente, trasferimenti intermedi e pagamento finale al programma. Evita passaggi inutili tra conti. Una traccia chiara può ridurre le domande e rendere la storia finanziaria più facile da verificare sia per le banche sia per i gruppi governativi incaricati della due diligence.
9. Costruisci un dossier pronto per un eventuale controllo
Costruisci una catena della provenienza dei fondi che possa essere seguita dall’evento che genera la ricchezza fino al trasferimento al programma. Per esempio, collega una vendita immobiliare al contratto di vendita, all’accredito bancario, ai successivi movimenti di conto e alla rimessa finale. Meno passaggi non spiegati esistono tra i documenti, più semplice sarà la revisione del dossier.
Quando il denaro è transitato attraverso società, parenti o più valute, spiega la ragione giuridica di ogni trasferimento e conserva i documenti di supporto. Cercare di semplificare una storia complessa ma legittima omettendo passaggi intermedi può rendere il pagamento finale più difficile, non più facile, da giustificare.
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